Proviamo a pensare a tutto ciò che è cambiato nell’ultimo secolo, i racconti dei nostri nonni, ma anche dei nostri genitori, come ci descrivevano la vita prima del progresso tecnologico del 21esimo secolo. Come tutte le grandi rivoluzioni passate, ad esempio la rivoluzione francese, la rivoluzione industriale, i cambiamenti hanno abbracciato tutti gli aspetti possibili, economici, politici, sociali.

Le condizioni di vita degli uomini sono estremamente migliorate, basti pensare che l’aspettativa di vita negli anni ’60, dei paesi più industrializzati, era di circa sessant’anni contro gli attuali oltre settantacinque anni. Questo dato è stato volatile nel tempo a causa dei terribili accadimenti storici che hanno caratterizzato l’evoluzione; nei momenti più bui afflitti da guerre, epidemie, disastri naturali, le aspettative di vita non raggiungevano i trentacinque anni in condizioni di povertà assoluta. I paesi meno sviluppati con altissima densità di popolazione, problemi strutturali legati a corruzione e sfruttamento delle risorse, rientrano in quest’ultima fascia che è in totale contraddizione con qualsiasi standard occidentale. Angus Deaton riporta nel suo libro ‘La grande fuga’, dati e statistiche che fotografano le aspettative di vita e dunque come sono migliorate le condizioni con il passare degli anni, analizzando appunto ‘’la grande fuga’’ dalla povertà.

Questo miglioramento ha portato l’uomo a dedicarsi allo sviluppo di nuove soluzioni, di nuovi software, di nuovi device, stravolgendo radicalmente la società; il passaggio alla post-modernità è avvenuto nel giro di vent’anni.

Gli strumenti che un tempo erano considerati futuristici sono comparsi in maniera celere sui mercati, con l’obiettivo di rendere più facile e accessibile la vita delle persone. I wearable ad esempio, sono dispositivi indossabili che beneficiano della tecnologia per assicurare funzionalità avanzate che l’uomo non riuscirebbe ad ottenere. Tra questi, occhiali ‘’smart’’ e visori di realtà aumentata rappresentano l’ondata di novità che, a partire dal 2000, hanno portato le grandi realtà tech sul mercato.

Impossibile dimenticare i Google Glass, gli smart glass di Google dotati di realtà aumentata che consentivano di visualizzare informazioni come sugli smartphone senza l’utilizzo delle mani. ‘Un prodotto consumer che ha anticipato i tempi’, dice ai microfoni di Radio Next Pietro Carratù, co-fondatore di Youbiquo, una startup ormai diventata una grande realtà. Youbiquo è specializzata nella creazione di visori di realtà aumentata per aziende e industrie, altamente personalizzati con funzionalità studiate appositamente per il singolo cliente. Anche il modello di business è customer centric, poiché consiste in un noleggio del prodotto in base all’effettivo utilizzo del cliente PAAS (product-as-a-service).

Il successo della ‘ex’ startup è riconosciuto a livello nazionale, essendo l’unica realtà italiana presente, ed internazionale, con pochi competitor a contendersi le quote di mercato. I prodotti sono dunque pensati per aziende con professionisti specializzati e innovation manager a far da ambassador, non per il singolo privato.

La sfida per il futuro sarà creare un prodotto che abbia un’ottima usabilità sia B2B che direttamente per il singolo consumatore. Non appena le big del tech si muoveranno in quest’ottica probabilmente ci sarà un’esplosione di questa tipologia di prodotti forse finalmente pronta, per apportare una nuova rivoluzione digitale.

Il podcast completo è disponibile per l’ascolto sull’App e sul sito di Radio 24.

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